2009 Anima Mundi

Galleria Alba d’Arte, Brescia, 2009

La sorgente si mescola col fiume  
e il fiume si mescola col mare
i venti del cielo si fondono sempre con turbamento soave
nulla nel mondo sta da sé
tutte le cose si incontrano e si uniscono per legge divina in un’anima sola…
( P.B. Shelley )

Se è vero che l’organico si è evoluto dall’inorganico – come alcuni biologi ipotizzano – vorremmo sentire dentro una pietra, un minerale, una montagna, quel senso caldo di esistenza. Tutto ciò che ci circonda, – sempre ammesso che ci circondi e che non sia in realtà all’interno di noi – vive. Emma Vitti, un occhio che mai si stacca dal cuore, fissa i suoi scatti su queste straordinarie pietre lucide, bagnate di acqua e vapore; sistemi chiusi e silenziosi a tratti coperti da tentativi di verde intenso. Muffe, muschi, terre, polveri metalliche, accadono sulla pelle di questi massi che ci commuovono per la loro ferma bellezza, per il loro ispirarci e connettersi all’immaginazione, alla proiezione dei nostri simboli più lontani e apparentemente dimenticati. La forma ci insegna il mondo, la creatività comunica con le forze della natura, ci spinge nel creato fino a sentirne le vibrazioni. E sembra che Emma davvero abbia trovato una frequenza di relazione, un raggio che oltrepassa la visione per andare a scovare il vissuto, accendendo luci, spegnendo certezze. Ma trovando quel sentire panico che compie e rassicura, apre il suo essere -soggetto verso il cuore delle cose, il concerto dell’esistere. Emma Vitti rappresenta con la sua ricerca artistica ciò che James Hillman chiama restituzione all’atto immaginativo della sensibilità animale, con quel coraggio dell’intimità immediata con i volti particolari del mondo sensibile: un atto di porsi in totale ricezione, con lo sguardo nudo e istintivo, volto in quel punto ove l’anima mundi si rivela.

Cristina Trivellin